Works

2020


LIBRO D’ARTISTA


ASEMIC 2020


ORDINE IMPERFETTO 2019

Caterina Ciuffetelli torna alla Galleria Forzani con la sua ultima personale “Ordine Imperfetto”; una selezione accurata di lavori che dal 2017 inquadrano bene la sua ultima produzione.

C’è una questione eternamente aperta che infesta le menti di scienziati e artisti allo stesso modo, imperscrutabile quanto ammaliante risulta logorante per costituzione, il tempo. Acquistando quasi valore economico il tempo si spende ma mai riesce ad essere valutato o barattato in nessun modo.


LANDSCAPE 2017/2018


DIAGRAM 2017/2018


PRE-HISTORIC 2017

Con disinvoltura attraverso sapienti impronte stratigrafiche, Caterina Ciuffetelli dialoga con l’osservatore in un percorso narrativo tra pittura e suggestione letteraria. Sistematiche contaminazioni di generi e linguaggi diversi, (frottage, monotipi) conducono ad esiti formali interessanti, articolano un viaggio per inediti percorsi.


Nelle opere della serie Langage di Caterina Ciuffetelli è proprio il senso essenziale della sacralità del linguaggio ad avanzare verso lo spettatore, con tutta l’immediatezza dell’impressione visiva.




Che cosa resta della lezione impartita dall’arte astratta? E’ ancora attuale il tentativo – come direbbe Léon Gischia – di “sostituire al reale imitato un reale immaginario”? Non solo: si può continuare a parlare di originalità…? Sono domande ricorrenti da quando la pittura dell’ultimo decennio ha imboccato la strada del realismo o dell’iperrealismo.


Caterina

In 1988 Caterina Ciuffetelli began her “poetry of line”: a work in progress in which signs – small or big, curvy, broken, gouged or lightly etched, in relief, all rendered shifting by the light – are what characterise her way of representing herself and the world in abstract forms. These signs impose themselves on the material of the background, and themselves become a part of this material, bestowing form to a language that has matured through an almost archaeological exploration of residual essences. The artist also traces signs on cellotex, a substance that is linked to the natural essence of wood. Her choice of material is indeed an integral part of her work and is the result of her need to return to the origins of her evolution as a painter and to the origins of existence. She uses material as a support on which to paint or to leave expressive traces even leaving it, in part, in its natural state so that it can be appreciated simply as material.

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